Bio

LINDA AQUARO nasce a Cisternino nel 1982. Frequenta il corso di Decorazione Pittorica presso l’Istituto Statale d’Arte di Grottaglie, dove si diploma nell’anno 2000.

Durante gli studi apprende varie tecniche che saranno motivo di spunto e rielaborazione negli anni successivi, tra tutte quella della cartapesta. Inoltre, lo studio dal vero le permette di approfondire l’analisi del corpo umano, che diventa uno dei temi centrali della sua ricerca. Abbandonata l’idea di continuare gli studi artistici all’Accademia di Belle Arti, nel 2001 decide di trasferirsi a Roma, dove tutt’ora vive e lavora, per iscriversi alla facoltà di Architettura di “Vallegiulia”. In questi anni incomincia a utilizzare la tecnica della pittura ad olio.

Gli studi universitari diventano motivo di una personale analisi dell’architettura e allo stesso tempo dell’anatomia umana: l’unione tra uomo e costruito diventa tale da snaturare ruoli e funzioni. Non più un’architettura per l’uomo, ma l’uomo per l’architettura.

Prende corpo così la prima personale del 2006, che raccoglie i lavori di questo periodo, intitolata “Architettura e Uomo: discontinuità spaziali tra deformazioni anatomiche e instabilità urbane”.

Nel 2007 si laurea con lode con tesi progettuale in Museografia e Allestimento, incentrata sul tema della città ideale e utopica. Dal 2006 collabora con vari studi di architettura della capitale. In questo periodo sviluppa un personale uso del collage in pittura, tecnica su cui saranno incentrate una serie di estempore (come il ciclo “Favola” del 2008) e di opere aventi come tema la figura umana e la città.

Le opere più recenti ritornano su soggetti figurativi, con una nota di maggiore realismo, affrontando temi legati alla morte e al cambiamento. Inoltre con il ciclo “Cronache di resistenza” l’artista affronta il tema della resistenza e della lotta sociale.

Nel 2011 incontra il mondo dell’incisione attraverso la personale dell’artista Gina Marziale, grazie alla quale apprenderà le nozioni base dell’arte calcografica. Nello stesso anno incontra l’incisore Gianni Vernì e Viviana del Carpio, con i quale fonderà nel 2013 l’Associazione culturale per la diffusione dell’Arte calcografica “Officine Incisorie”.

Dal 2012 lavora al progetto “Quel che resta del cielo”, insieme di opere realizzate con svariate tecniche (olio, pastelli, monotipo, cianotipia): una descrizione di luoghi e città italiane raccontate attraverso i loro “negativi celesti”.